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Novi di Modena, Féra d'Utober 2021

SABATO 9

ore 10.00

CHE FIERA!

lettura animata, età +5 anni

Presso PAC

V.le G. Di Vittorio, 30


ore 10.00

RICORDI ED EMOZIONI

Apertura mostra: pittura, scultura in terracotta, bassorilievi lignei di Giorgio, Giuseppe, Nuccia e Sandra Andreoli

Presso Sala V.Bigi,

P.zza 1° Maggio, 18


ore 15.30

I GIOCHI DI UNA VOLTA

Wood Games

Corso Marconi


ore 16.00

APERTURA STAND GASTRONOMICI ED ESPOSITIVI

Area divertimenti, attrazioni per bambini e ragazzi

V.le Vittorio Veneto


ore 21.00

BANDA RULLI FRULLI

max 100n posti

Parco della Resistenza


DOMENICA 10

ore 10.00

APERTURA STAND GASTRONOMICI ED ESPOSITIVI

Seconda vita, vendita materiale usato

P.zza 1° Maggio

COTTURA PANE, STRIA E GNOCCO

Presso il portico di Corso Marconi


ore 10.45

LA BANDA IN PIAZZA

sfilata della Filarmonica Novese

LA LUNGA FILA DI BANDIERE DAL MONDO e CROCE ROSSA ITALIANA ALLA FèRA

dimostrazioni primo soccorso

P.zza 1° Maggio


ore 11.30

APERITIVO IN FIERA

Associazione Monia Franciosi

P.zza 1° Maggio


dalle ore 14.00

TURISTI PER NOVI

Con un bus aperto i ragazzi delle scuole accompagneranno i visitatori alla riscoperta dei luoghi di interesse storico e artistico del nostro paese (Istituto Comprensivo Novi)

V.le Martiri della Libertà incrocio Via Medaglie d’Oro


dalle ore 15.00

I FOLLETTI SPLENDIDORI

Spettacolo itinerante alla ricerca del benessere del Pianeta

GARA DI BRISCOLA

Associazione Monia Franciosi

P.zza 1° Maggio


ore 15.30

BANDA GIOVANILE INTERCOMUNALE NOVI SOLIERA


ore 16.00

VI TIRIAMO IN BALLO

Esibizione della scuola di ballo Space Dance

Parco della Resistenza


IL TEATRO

Piazzale del Teatro

Via Martiri della Libertà, 2

Arriva il tempo dell’azione per Novità a Teatro, il percorso partecipativo voluto dal Comune, sostenuto da diverse associazioni, tra cui la Pro Loco “A. Boccaletti”, dedicato alla rigenerazione e al riuso del teatro sociale. Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, da aprile a settembre si sono svolti momenti pubblici di confronto e attività di ascolto, suddivisi in 4 tappe: 1 Conoscere, 2 Sognare, 3 Meditare, 4 Progettare. Domenica 10 ottobre è il momento della quinta e ultima tappa, ossia Agire.

All’interno della nostra fiera nella giornata di domenica si alterneranno diverse iniziative per riportare l’attenzione sul teatro, in attesa che sia pronto il progetto per il recupero dell’edificio; progetto - è importante saperlo - che terrà conto delle indicazini e dei risultati usciti dal percorso partecipativo.

Il 10 ottobre sarà possibile vedere rappresentato l’interno della struttura (per ora è inaginile). Ore 10.30 - 11.30 set fotografico “Dentro al Teatro ci sono io!” per diventare i protagonisti del primo diario fotografico che sarà pubblicato su FB dal Comune.

Dalle ore 15.00: Musica per tutti i gusti: si alterneranno diverse band e stili musicali.

15.00 KABLAMMO

16.00 SWAY

17.00 PINK GROVE

18.00 I FUORICLASSE


Un pò di storia...

Sostanzialmente due le tesi più accreditate sull’origine del toponimo: una che sostiene la derivazione dal numero latino novem (l’abitato si trova a circa nove miglia romane dalla vicina Carpi), e di ciò lo stemma comunale suddiviso in nove fasce potrebbe esserne la prova, l’altra che lo riconduce al latino novum, ovvero nuovo. Comunque sia, entrambe le ipotesi, insieme a numerosi ritrovamenti archeologici nella zona, confermerebbero l’esistenza di un abitato in epoca romana.

Periodo storico privo di testimonianze relative al paese è invece l’Alto Medioevo, epoca in cui, comunque, non è difficile supporre che tutto il territorio versasse in condizioni di miseria e abbandono.

Bisognerà attendere l’arrivo dei Longobardi in queste terre, e in particolar modo la diffusione del monachesimo benedettino, per assistere ad una prima fase di ripresa.

Del 979 la prima fonte storica che riporta la citazione di Castrum Nove. Si tratta di un contratto firmato dal vescovo di Reggio Emilia, sotto la cui diocesi Novi si trovava. Il centro abitato si sviluppava probabilmente intorno alla chiesa plebana di S. Michele (realizzata fuori dall’abitato attuale ed in posizione rilevata, probabilmente per via della presenza di ampie aree paludose) ed era protetto da un sistema di fortificazioni.

Nel XIII secolo il castello assunse l’aspetto di una vera e propria fortezza, necessità insorta soprattutto dalla sua particolare posizione di confine fra i territori degli Estensi, dei Pico, dei Gonzaga e dei Pio. Castrum Nove divenne così, in breve tempo, oggetto delle mire espansionistiche di queste potenti famiglie, dovendone, pertanto, subire anche gli attacchi: nel 1249 da parte di Simone di Bonifacio Manfredi, nel 1307 fu incendiato da Azzo d’Este. Ancora sotto la diocesi di Reggio Emilia, Novi venne affidato a nobili casate che proseguirono l’opera di ripresa economica e culturale del luogo.

Nel 1530, dopo un periodo di particolare prosperità sotto il dominio dei Pio, Novi passò sotto la signoria degli Estensi. Ciononostante la rocca non cedette subito ai nuovi padroni, cosicché nel 1537 venne rasa al suolo per ordine di Ercole I d’Este. Il dominio estense durò fino alla fine del XVIII secolo, interrotto dalla campagna napoleonica.

Nell’Ottocento il paese fu teatro di una battaglia risorgimentale tra le truppe austro-estensi di Francesco IV e le truppe di Antonio Morandi.

La storia economica e sociale del territorio novese deve menzionare l’introduzione, nel Settecento, della coltivazione del riso, che favori un largo impiego di braccianti.

I lavoratori novesi presero parte attivamente alle lotte sociali innescate dalla crisi agraria dell’ultimo Ottocento e nei primi anni del nostro secolo diedero vita a numerose cooperative ed organizzazioni sindacali e mutualistiche.

Con l’Unità d’Italia venne assegnato al circondario di Mirandola della provincia di Modena, passando nel 1895 al circondario di Modena.

Sul terreno reso fertile dai movimenti socialista e cattolico d’inizio secolo si innestò la resistenza contro il regime fascista, la quale ebbe largo seguito di popolo.

Novi di Modena è stato colpito dai terremoti dell’Emilia del 2012, in particolare dal sisma del 29 maggio 2012 che nel comune hanno causato una vittima, vari danni alle strutture industriali ed agricole, e lesionato tutti gli edifici del centro storico.

Il giorno 29 maggio, all’interno del territorio comunale di Novi di Modena, è avvenuto un terremoto di magnitudo 5.2, successiva alla scossa principale della giornata, di 5.8, mentre nel giorno 3 giugno, sempre a Novi, è stato registrato l’epicentro del terremoto delle 21.20 con magnitudo 5.1.


NOVI: MONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE

Chiesa di San Michele Arcangelo

La primitiva chiesa di Novi, dedicata allora a Santa Maria Maddalena, sorse probabilmente nel VI secolo, anche se la prima citazione che ne certifica l’esistenza risale appena al 980; la pieve novese, allora compresa nella diocesi di Reggio nell’Emilia, venne nuovamente menzionata nel 1070.

La chiesa forse subì dei danni a causa dell’evento sismico del 1117; probabilmente è in quel periodo che venne ridedicata a san Michele Arcangelo.

Da un inventario del 1439 si apprende quali erano i possedimenti della pieve e nel 1505 la cura delle anime venne affidata a fra Galasso Bernabei, che era il cappellano del signore di Carpi Alberto III Pio di Savoia; sempre all’inizio del XVI secolo le tre originali absidi vennero smantellate e sostituite da un’unica abside di forma quadrangolare.

Nel 1563 la chiesa fu descritta dall’allora parroco don Alberto Grillenzoni come cadente. Solo nel 1639 la curia vescovile di Reggio Emilia concesse l’autorizzazione a ricostruire la pieve, i cui lavori di rifacimento vennero ultimati nel 1652; nel 1658 fu eretto il campanile.

Verso la fine del XVIII secolo venne realizzata la facciata, disegnata da Giovanni Costa.

Nel 1813 vennero posti in essere gli altari e tra il 1888 e il 1889 furono ingrandite le cappelle laterali.


Teatro Sociale

Il Teatro Sociale fu costruito negli anni 1923-1929. Per lungo tempo di proprietà privata, il teatro venne attrezzato anche per le proiezioni cinematografiche. Dalla fine degli anni 1980 il teatro non è più stato utilizzato, cadendo nel degrado. L’amministrazione comunale acquistò il palazzo nel 1995, approntando anche un progetto di recupero, mai avviato però per mancanza di risorse finanziarie.

Il teatro sociale è stato danneggiato dal terremoto dell’Emilia del 2012, è ancora inagibile ed è in attesa di interventi per recuperare al paese le sue grandi potenzialità.


Villa delle Rose

Villa delle Rose si presenta come una delle residenze più eleganti e aristocratiche del modenese. Fu edificata per volere del conte Carlo Testi a iniziare dal 1815, su progetto di un architetto inglese. Occupa una vasta area e possiede strutture di servizio come cantine, scuderia, torre colombaia e vari ambienti per il personale di servizio. C’è anche un grande parco giardino. Un loggiato con colonnato di ordine dorico porta al grande salone da ricevimento in stile neoclassico. Il soffitto affrescato è ben conservato.

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